Istantanee di gusto

#PizzAward: ecco i numeri record del primo mese di gara

PizzAward

Primo straordinario bilancio per la terza edizione del contest internazionale #PizzAward – Oscar della Pizza, promosso da MySocialRecipe.

100 le pizze in gara che arrivano, e non soltanto dall’Italia: sono infatti tantissimi già i pizzaioli stranieri o italiani all’estero che hanno voluto registrare le loro pizze.

Dall’Australia, dalle Filippine, dalla Francia, dal Belgio, dall’Ungheria, dall’India e dallo Sri Lanka: la partecipazione internazionale si annuncia anche quest’anno importante. Così come lo è quella dei pizzaioli che da tutta Italia stanno facendo arrivare le loro ricette: dalla Sardegna e dalla calda Sicilia fino alla Liguria e al Veneto, passando per la Calabria, la Puglia, l’Abruzzo, la Toscana, l’Emilia Romagna, hanno raccolto la sfida e hanno messo le mani in pasta per creare le loro pizze da Oscar.

Come da tradizione del contest, anche il coinvolgimento femminile è molto importante: in un mondo per tradizione maschile, sono già numerose anche le pizzaiole che hanno fatto sentire la loro voce e iscritto le loro creazioni.

Dopo i numeri eccezionali dello scorso anno, la terza edizione del contest #PizzAward si annuncia altrettanto partecipata, restiamo in attesa di scoprire quali e quanti saranno i pizzaioli dall’Italia e dall’estero, che vorranno sfidarsi per stupire il mondo del web e la giuria presieduta da Anna Scafuri (giornalista Rai), e composta da Giorgio Calabrese (medico nutrizionista), Antonio Puzzi (antropologo dell’alimentazione), Patrizio Roversi (conduttore televisivo “Linea Verde”), Antonio Scuteri (responsabile di Repubblica Sapori), e Scott Wiener (foodblogger americano), coordinata da Tommaso Esposito (medico e giornalista enogastronomico).

C’è tempo fino al prossimo martedì 7 agosto 2018 per partecipare e registrare gratuitamente sul sito MySocialRecipe.com le proprie ricette di “pizze d’autore” provando ad aggiudicarsi il#PizzAward2018 e i premi per il Pizzaiolo Chef, Migliore Pizza dall’estero, Migliore Pizza Healthy, Migliore Pizza Senza Glutine e Migliore Pizza in Rosa.

Tra i 10 finalisti selezionati per la gara live sarà nominato il vincitore del #PizzAward 2018, che sarà annunciato durante il Gran Galà della “Notte degli Oscar della Pizza”previsto per il prossimo 16 ottobre, a Napoli.

A una speciale commissione, denominata Pizza Academy, costituita da un panel di esperti del settore, spetterà invece il compito di attribuire gli Oscar delle altre categorie con un sistema di punteggi che determinerà delle nomination e quindi un vincitore. Nella serata di premiazione, saranno assegnati, quindi, anche gli Oscar al Pizzaiolo Protagonista dell’Anno, alla Carriera, alla Pizza dagli Effetti Speciali e alla Migliore Pizza in Teglia.

Importanti, infine, anche le menzioni speciali attribuite dai main sponsor del contest: Molino Caputo, Ferrarelle, La Fiammante, Olitalia, Parmigiano Reggiano, Scugnizzo Napoletano, Sorì. Tra gli sponsor anche la Birra Baladin.

L’iniziativa ha il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, della Regione Campania, del Comune di Napoli, della Camera di Commercio di Napoli, dell’Associazione Italiana Sommelier, dell’Associazione Pizzaiuoli Napoletani, dell’Associazione Verace Pizza Napoletana e dell’EcoMuseo della dieta Mediterranea di Pioppi.

Sponsor tecnici sono Event Planet FoodGi-Metal e partner API (Associazione Pizzerie Italiane), la Scuola Dolce&SalatoScuola di PizzaioloSicilian School of pizzaUnione Pizzerie Storiche Napoletane “Le Centenarie”.

BUONISSIMI 2018 – La solidarietà a braccetto col gusto

BUONISSIMI 2018

Questa città ha ampiamente dimostrato, già l’anno scorso, di voler bene ad Open e a Buonissimi. Non abbiamo bisogno di stuzzicare il loro palato per ottenere una donazione, ma possiamo sicuramente coccolare tutte queste persone che da sempre ci sostengono in tutti i modi e in tutte le nostre iniziative dedicando loro una serata esclusiva in cui ci saranno tutti gli ingredienti, dal buon cibo alla buona musica.

L’anno scorso abbiamo esordito festeggiando anche un grande successo: oltre 58mila euro. Ovviamente quest’anno ci auguriamo di superare la cifra così da destinare più fondi al progetto di ricerca legato allo sviluppo della biopsia liquida per la cura dei bambini con Neuroblastoma”.

Ha aperto così la conferenza stampa di presentazione di Buonissimi la presidente dell’Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma Open Onlus, Annamaria Alfani, la quale – assieme ad un importante parterre – ha dato il via ufficialmente al conto alla rovescia per la seconda edizione di Buonissimi.

Nel Salone del Gonfalone a Salerno, infatti, sono intervenuti anche il primo cittadino di Salerno, Vincenzo Napoli, l’assessore alle Politiche Sociali, Nino Savastano, il dottorMario Capasso, ricercatore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e Maria Marinelli per la Fondazione Giuseppe Marinelli.

Siamo riconoscenti alle Onlus impegnate in questo progetto”, ha sottolineato Vincenzo Napoli, “che svolgono una funzione sociale alta, dobbiamo tutti contribuire affinché la ricerca non venga lasciata sola, i risultati nel campo oncologico sono confortanti”.

In programma il prossimo 18 giugno – a partire dalle ore 20:30 – presso Rocce Rosse del Lloyd’s Baia Hotel a Vietri sul mare (SA), l’evento di beneficienza è sostenuto dalla Fondazione Pino Daniele Trust Onlus e dalla Fondazione Marinelli.

Durante l’edizione 2017 sono stati raccolti 58 mila euro, grazie ad oltre 100 artigiani del gusto, stavolta un altro piccolo esercito realizzerà una serata unica in nome del progetto di ricerca in oncologia pediatrica della Open Onlus.

Il fil rouge, anche quest’anno, sarà il buon cibo, accompagnato dalla musica dellaCompagnia di Canto Popolare, del Rock Fun Show di Marco Biondi (from Pop New Tv) e Pf Colombi da Radio Virgin e dalla preziosa presenza di un ambasciatore come lo speaker di Radio Kiss Kiss Pippo Pelo.

Per noi che organizziamo l’evento, Buonissimi è diventato il leitmotiv di una buona parte dell’anno. Coordinare e far sì che sia sempre all’altezza delle aspettative degli ospiti, degli chef e dei produttori è sempre una bella sfida. Quest’anno si è voluto dare il tema del “Mediterraneo che unisce” coinvolgendo le eccellenze delle regioni Puglia e Sicilia che con entusiasmo hanno risposto al nostro invito”, hanno raccontato le coordinatrici di Buonissimi, Paola Pignataro e Silvana Tortorella.

Un tema importante, dunque, e di grande respiro quello del Mediterraneo, inteso come culla di sapori, odori e gusti condivisi e condivisibili. Un tema che strizza l’occhio alla“cucina del benessere”, ovvero a quell’approccio che guarda al cibo come un’opportunità in più per star bene.

Gli artigiani del gusto di Buonissimi 2018:

Ristoranti:

Rendez Vous, 13 Salumeria e Cucina, Acquapazza, Agriturismo Valle Ofanto, Al Convento, Bifulco Bontà dal 1947, Bifburger, Bikini, Casa Rispoli, Cetaria, Crub, Degusta, Del Golfo, Emozionando, Evù, Gerani, Deposit0 Ristorante Contemporaneo, Il Ghiottone, Il Pacchero, Osteria La Bifora, La Cantinella sul mare, La Taverna del mozzo, Lloyd’s Baia Hotel, Locanda Rei Restaurant, Madìa, Masseria Guida, Masseria Roseto Cotroneo, Marina Yacthing, Oste e cuoco, Osteria Al Paese, Osteria Casale Ferrovia, Pascalò, Pastabar Leonessa, Pensando a te, Pescheria, Piovono zucchine, Punta Scutolo, Rosolino Corner, Taberna del Principe, Terrazza Fiorella, Triglia, Villa Chiara Orto&Cucina, Al Fogher.

Ristoranti senza glutine:

L’Agliara, Morgana Risto Pub.

Ristoranti stellati:

Antica Osteria Nonna Rosa, Casa del nonno 13, Il Buco, Il Mosaico Hotel Terme Manzi, Il Papavero, Il Pievano, Il Refettorio, La Capinera, Le Trabe, Osteria Arbustico, Osteria Già sotto l’arco, Palazzo Petrucci, Piazzetta Milù, President, Re Maurì, Il Comandante, Torre del Saracino, Veritas, Tenuta San Domenico.

Pizzerie:

Il Giardino degli Dei, 450 gradi, Carmnella, Da Zero Pizza e Territorio, Daniele Gourmet, Gorizia 1916, Madia, Pignalosa, Resilienza.

Pizzerie senza glutine:

O’ Pazzariello, Sara Palmieri.

Fritti e Sfizi:

Pellone, Agriturismo Corbella, Luigi Cippitelli, Olio&Pomodoro, Umbriaco Tavola Calda e Bottega.

Pasticcerie e Pasticceri:

Aliberti, De Vivo dal 1956, Mamma Grazia, Mignon, Antica Dolceria Pantaleone, Pepe Mastro Dolciere, Romolo, Sirica, Vignola, Dolciarte, Di Dato, Pansa.

Pasticcerie senza glutine:

Arienzo Senza Glutine.

Gelaterie:

Giallo Limone, Mr. Whippy, Citrus, La Compagnia del Gelato.

Bar&dintorni:

Emanuel Cafè, White Bar, Club Sigaro Toscano.

Ortofrutta:

Ortofresco Sabatino.

Aziende:

Brodo, Azienda Agricola Tenuta Chirico, Amaro Penna, Caciocavallo Impiccato, Mediterranea Olive, Società Agricola La Malvizza, Agriovo, OP Altamura, Accademia Trucillo, Alma de Lux Artigiani del gusto, Il Mondo senza glutine, Impresa Agricola Berolà, Casa Madaio, Casa del Parmigiano, Cillo Grill&Barbecue House, Il Salumaio Salumeria.

Panifici:

Malafronte, I Fornai, Mulino Bencivenga.

Frantoi:

Azienda Maria Manuela Russo, Azienda Agricola Trama, Frantoio Marsicani, Frantoio Torretta.

Birra:

Associazione Birra Campania, Matà-Craft Beer, Birra Valsugana.

Vino:

Consorzio Vita Salernum (Albamarina, Azienda Agricola Botti Carmine, Aziende Agricola Cicalese, Mila Vuolo, Casula Vinaria, Luigi Maffini, Luna Rossa Vini e Passione, Marisa Cuomo, Montevetrano, Verrone, Vini del Cavaliere), CON(SENSO)wine (Cantina Tagliafierro, Viticoltori Lenza, Tenute del Fasanella), Le Donne del Vino (Cerrella, Le Vigne di Raito, Terredora, Tenuta Cavalier Pepe, Cantine Martusciello), Azienda Agricola San Giovanni, Cantina Barone, Cantine Garofano, Cardone, Casebianche, Conti di Zecca, Orestiadi, Profragri, Rocca del Principe Barbot, Santacosta – Don Andrea, Sertura, Borgodangelo, Cantine Ciù Ciù, Adelina Molettieri, Cantine Risveglio, Cardosa, Filadoro, Gorghi Tondi, Regina Viarum, Tenuta Macellaro, Consorzio di Sicilia (Feudo Luparello), Nardone, Andreola, Cantine del Taburno, Bellaria.

 

Nutrizione 4.0: l’innovazione della certificazione NHACCP

verdure NHCCCP

Saranno tagliati in Calabria i nastri di partenza di un percorso informativo sulla certificazione NHACCP (Nutrient & Hazard Analysis of Critical Control Point) che coinvolgerà tutta l’Italia. Sabato 26 maggio - a partire dalle ore 10 – presso l’Azienda Calabria Verde di Verbicaro (CS), Contrada San Francesco, si svolgerà un seminario dal titolo “Nutrizione 4.0: l’innovazione della certificazione NHACCP“, organizzato dall’Istituto Controllo Qualità NHACCP, progetto coordinato dalla Fondazione ITS BACT (Fondazione Istituto Tecnico Superiore per Tecnologie innovative per i Beni e le Attività Culturali e Turistiche). All’evento prenderanno parte Autorità appartenenti al mondo politico, scientifico e militare di settore (Ambiente, Sanità e Sicurezza).

Il processo NHACCP misura l’impatto degli alimenti sulla salute, e consiste in una importante attività coordinata di filiera per la sorveglianza dei residui di sostanze di uso agricolo e zootecnico, sia illecite sia autorizzate, e di contaminanti ambientali negli alimenti. Esso sfrutta il percorso di tracciabilità di un biomarcatore nutrizionale e rappresenta l’evoluzione concettuale e scientifica del sistema HACCP (Hazard Analysis of Critical Control Point). Il fine ultimo è il mantenimento di uno stato di salute ottimale del consumatore, nonché la promozione di un prodotto nazionale sicuro.

La certificazione NHACCP dei prodotti alimentari destinati al consumo umano assume maggiore valenza alla luce dei recenti sviluppi della normativa Europea (Regolamento CE n. 1924/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio del 20.12.2006, relativo alle indicazioni nutrizionali e sulla salute fornite sui prodotti alimentari), delle disposizioni del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, recepite nella Conferenza Permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Provincie Autonome di Trento e Bolzano, e  della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Rep. Atti n. 223 CSR del 24.11.2016.

Di seguito il programma

Ore 10,00 – Welcome coffee

Ore 10,00 – Registrazione partecipanti

Ore 10,25 – Apertura dei lavori – Moderatrice: Annamaria Francesca Mete

Ore 10,30 – Saluti
• Aniello Di Vuolo – Presidente dell’Istituto Controllo Qualità NHACCP
• Francesco Silvestri – Sindaco di Verbicaro
• Gennaro Marsiglia – Sindaco di Aieta
• Antonio De Caprio – Sindaco di Orsomarso
• Fiorenzo Conte – Sindaco di Papasidero
• Antonio Praticò – Sindaco di Praia a Mare
• Ugo Vetere – Sindaco di Santa Maria del Cedro

Ore 11,15 – Intervengono
• Laura Di Renzo – Ricercatrice e Professore di Genomica nutrizionale della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Tor Vergata” di Roma
• Carmine Nardone – Presidente di Futuridea, Membro dell’Accademia dei Georgofili
• Ercole Mete – Responsabile tecnico ALPAA Associazione Lavoratori Produttori Agroalimentari Ambientali
• Aloisio Mariggiò – Generale dell’Arma dei Carabinieri, Commissario Azienda Calabria Verde
• Giuseppe Zimbalatti – Direttore Dipartimento di Agraria dell’Università di Reggio Calabria
• Maria Brunella Stancato – Presidente Senior Italia per la Calabria
• Vito Ferrara – Generale dell’Arma dei Carabinieri, Direttore di Sanità
• Antonio Limone – Direttore Generale Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno
• Ileana Parascandolo – Specialista in Scienza dell’Alimentazione
• Adelmo Lusi – Generale dell’Arma dei Carabinieri, Comandante per la Tutela della Salute
• Franco Laratta – Amministratore della ISMEA Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare
• Carmelo Salvino – Direttore Generale Assessorato Agricoltura Regione Calabria
• Antonino De Lorenzo – Direttore della Scuola di Specializzazione in Scienza dell’Alimentazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università “Tor Vergata” di Roma

Ore 13,30 – Conclusioni

 

Zeppola Cassata: una deliziosa novità della pasticceria Chalet Ciro

Zeppola Cassata

Fritte e farcite con una deliziosa crema di ricotta, canditi e granella di pistacchi: è la zeppola cassata, l’ultima golosa novità preparata dai maestri pasticceri dello Chalet Ciro a Mergellina, in occasione della Festa del papà. A Napoli non è San Giuseppe senza le zeppole ed è tutto pronto allo Chalet Ciro per allietare il palato in occasione del 19 marzo, dove dietro le vetrine della pasticceria deliziose e sontuose zeppole cassata si alternano alla versione più classica della pasta choux, farcita con crema pasticcera e amarene sciroppate, preparate nella versione più conosciuta della ricetta.

«A Napoli festeggiamo questa ricorrenza – dice Antonio De Martino, titolare dello Chalet Ciro –, con uno dei dolci più rappresentativi e tanto amato dai napoletani e non solo, il famoso bignè, fritto o al forno, con crema e amarene. Abbiamo cominciato da giorni la produzione di meravigliose zeppole e introdotto nella nostra pasticceria una variante con la ricotta per soddisfare anche i gusti più esigenti, un inno alla Sicilia e ai suoi sapori tradizionali».

Dolce tipico dell’Italia meridionale, la zeppola assume un’impronta diversa a seconda della regione, città o provincia nella quale è preparata. L’impasto soffice, la crema morbida e setosa, il segreto della zeppola Chalet Ciro è tutto nell’equilibrio delle migliori materie prime utilizzate. Fritta ma non unta, croccante ma non secca, è un bignè eccellente che, senza assorbire troppo olio, resta asciutto, bello e delicato che si scioglie in bocca.

Chalet Ciro
Via Caracciolo
Napoli
tel. 081 669928

 

PanArchico, la novità del Natale della Pasticceria Sparaco

Pasticceria Sparaco PanArchico
Si chiama “PanArchico” la novità per il Natale 2017 della pasticceria Sparaco di Castel Morrone, in provincia di Caserta, nata dalle mani di Guido, che valorizza i prodotti del territorio nel laboratorio di famiglia.
Un panettone salato artigianale nella forma identico alla versione dolce, dove al posto di canditi e uvetta troviamo il famoso caciocavallo “Gerarchico” del giovane casaro Angelo Santabarbara, un formaggio che dà il nome al panettone, affinato in ambiente anaerobico adagiato su paglia, ricoperto da muffe nobili dal sapore intenso ma equilibrato tendente ai sentori erbacei, la pancetta Nostrana di maiale bianco locale prodotta da Marco Bernardo, realizzata con metodo tradizionale, aromatizzata con spezie naturali ed ammorbidita da olio extravergine di oliva, ottenuto da olive coltivate in terra morronese.
Un lievitato pensato per essere servito come aperitivo o antipasto delle tavole natalizie.
Il “PanArchico” di Guido Sparaco viene lavorato con impasto con biga, fatto lievitare tre volte, per un totale di circa diciotto ore come il classico panettone dolce e cotto senza il pirottino per presentarsi in modo leggermente diverso.
Ho pensato al ‘PanArchico’ per dare un tocco in più a questo Natale sperimentando un prodotto artigianale da abbinare al classico milanese – ha spiegato Guido della pasticceria Sparaco –  con la voglia di regalare emozioni e calore con un lievitato salato che racchiudesse tutta la bontà e la genuinità del territorio”.
Pasticceria Sparaco
Via Taverna 1
Castel Morrone (CE)

Mozzarella di bufala Dop, in 10 anni +100% di export

Mozzarella di bufala Dop

Dal 2006 al 2016 l’export della mozzarella di bufala campana Dop è cresciuto di oltre il 100%, passando dal 15,6% al 32,1%. Nello stesso periodo la produzione di bufala campana è aumentata del 31%. E il 2017 si prefigura come l’anno del record assoluto, visto che nei primi otto mesi si è già registrato un ulteriore incremento del 7,5% di produzione rispetto al 2016. Sono proprio le esportazioni a trainare il comparto.

I nuovi dati sulla bufala campana, elaborati dal Consorzio di Tutela, arrivano all’indomani dell’analisi sull’export di Coldiretti, che assegna proprio alla mozzarella Dop una delle migliori performance, in particolare in Francia.

Secondo Coldiretti, mai così tanto formaggio italiano è stato consumato all’estero come in questo 2017, che ha fatto segnare un aumento del 7% in quantità rispetto allo scorso anno, cifra che ha portato all’84% l’incremento delle spedizioni nel corso dell’ultimo decennio, vincendo la sfida con i formaggi francesi.

La mozzarella di bufala campana Dop fa ancora meglio, raddoppiando il suo export tra il 2006 e il 2016. In valore assoluto il dato è ancora più significativo: si è passati infatti dalle 5.280 tonnellate esportate nel 2006 alle 14.190 del 2016, il che vuol dire +168,7%. La Francia resta il primo Paese di destinazione (il 27,63% delle mozzarelle all’estero finisce Oltralpe), seguita a ruota da Germania (23,6%) e Regno Unito (13%). Il Giappone (3,17%) e l’Europa dell’Est fanno segnare il trend migliore, con in testa Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria (1,39% nei tre Paesi).

Si registra tuttavia una forte richiesta da parte di Paesi lontani che non riesce appieno a essere soddisfatta. I mercati oltreoceano riconoscono un valore aggiunto di natura economica alla bufala campana, che non si è ancora tradotto in ricchezza del comparto, a causa dei costi elevatissimi della logistica.

“I numeri testimoniano che nel mondo c’è tanta voglia di mozzarella di bufala campana Dop e noi ne siamo orgogliosi”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo, e aggiunge: “Sono cifre che indicano un potenziale altissimo e ci spingono a impegnarci ancora di più per competere sui mercati globali. Dobbiamo vincere la sfida della logistica, che oggi assorbe valori economici che potrebbero invece essere a vantaggio dell’intera filiera. Lo possiamo con le nuove tecnologie, grazie alle quali puntiamo a cambiare le modalità di trasporto e di conservazione del prodotto, per dare valore aggiunto alla filiera”.

Intanto il prossimo 20 novembre il Consorzio di Tutela mozzarella di bufala campana volerà in Sudafrica e sarà a Cape Town per partecipare al workshop su “Protezione e promozione dei prodotti a Indicazione geografica”, promosso dall’Ambasciata d’Italia a Pretoria, in sinergia con i ministeri dell’Economia e del Turismo sudafricani e l’Unione Europea. Si discuterà con esperti internazionali delle strategie di sviluppo e promozione di Dop e Igp: L’obiettivo dell’iniziativa è far comprendere l’importanza di acquistare prodotti europei a marchio Dop e Igp rispetto a quelli generici. Legame con il territorio di origine, tradizione, sicurezza e tracciabilità rappresentano la marcia in più sul mercato internazionale. Così si punta ad aumentare in Sudafrica il consumo di bufala campana, che già è presente in alcune grandi realtà del Paese.

Francesco e Salvatore Salvo: “Come abbinare vini complessi ad alcune delle nostre pizze”

Fratelli Salvo

Francesco e Salvatore Salvo sono in continua evoluzione, sempre intenti a scoprire prodotti di nicchia, per la cui trasformazione utilizzano tecniche gastronomiche accurate, e costantemente alla ricerca di nuovi abbinamenti per le loro pizze.

In uno di questi percorsi gourmand, è nata una giornata di degustazione, coordinata da Pasquale Brillante, nella quale si sono confrontati alcuni tra i migliori sommelier campani, in forza presso rinomate strutture stellate, accanto alla produttrice dei vini Gravner.

Lei, Mateja Gravner, arrivata in mattinata nel locale di San Giorgio a Cremano direttamente da Oslavia, un centro ad appena 5 kilometri da Gorizia, è rimasta estasiata dalla bontà delle pizze proposte dai fratelli Salvo: dieci assaggi, dalle classiche marinara e margherita ad altre già in carta, come la “Pizza al pomodoro” o l’ ”Ortolana”, dal segno vegetariano, esclusivamente con ortaggi di stagione; per passare alla marinara con bottarga e alla pizza con cipolla ramata di Montoro cotta sotto cenere, cipolla rossa di Tropea in agrodolce al vino rosso e tonno fresco. In abbinamento, sono state proposte alcune delle etichette Gravner, in particolare: Bianco Breg del 2008 e del 2009, entrambi affinati in anfora; Ribolla delle stesse annate e un Rujino del 2001, da uve Pignolo.

“I nostri sono vini complessi, ma non complicati” ha dichiarato subito la Gravner. “Nessuno aveva mai pensato di abbinarli alle pizze. Questa è la prima volta che li proviamo su un prodotto che si immagina semplice ma, se realizzato da maestri come Francesco e Salvatore Salvo, lo è solo in apparenza” .

Nella preparazione delle pizze proposte dai Salvo, la farcitura è il risultato di tecniche di alta cucina, grazie alle quali gli ingredienti trovano la loro dimensione ottimale. Come le cipolle, trattate con passaggi utili ad alleggerirne l’impatto o i pomodori della omonima pizza: sei varietà differenti, tutte di alta qualità e ognuna trattata con una differente tecnica di cucina.

Per chi volesse intraprendere una degustazione comprensiva di abbinamento ad hoc, sarà sufficiente prenotarsi scrivendo a: info@salvopizzaioli.it

Vastissima la scelta e, non a caso, la cantina della “Pizzeria Salvo da Tre Generazioni” è stata recentemente premiata, a livello nazionale, come “Miglior cantina”, selezionata tra oltre 500 concorrenti.

Pizzeria Salvo
Largo Arso 10-16
San Giorgio a Cremano (Napoli)
Tel. 081 275306

“Uno … Due … Tre … STELLA!!”

“Uno … Due … Tre … STELLA!!”

Venerdì 20 ottobre ore 20.30 presso Villa Trabucco di Torre del Greco (NA), si svolgerà “Uno … Due … Tre … STELLA!!”, cena-evento con l’eccezionale partecipazione di tre chef stellati campani.

L’executive chef Fabio Ometo e lo chef Antonio Borriello in collaborazione con lo chef Antonio Tecchia, ospiteranno nelle cucine della meravigliosa struttura del ’700 situata tra il Vesuvio e il golfo di Napoli, gli chef  Stella Michelin: Paolo Gramaglia del Ristorante President di Pompei, Giovanni De Vivo del Ristorante Il Mosaico di Ischia e Peppe Aversa del Ristorante Il Buco di Sorrento.

Le antiche cantine di Villa Trabucco accoglieranno gli ospiti con deliziosi Finger-food di benvenuto realizzati dallo Chef Antonio Borriello in abbinamento a vini spumante, si passerà poi alle sale ai piani superiori per la cena, che sarà allietata dalle note del pianoforte.

“Uno … Due … Tre … STELLA!!” è organizzata in collaborazione con Angela Merolla, che introdurrà e modererà la serata.

Cena che permetterà di delineare le espressioni delle individuali filosofie di cucina; ogni chef presenterà il suo piatto agli ospiti di Villa Trabucco, raccontandone l’ispirazione, la tecnica adottata e l’amore nel creare il piatto perfetto, quello che ancora può emozionare i sensi.

Menu

Chef Antonio Borriello

Aperitivo – finger food:

- Violetta di mare, la mortadella e il croccante su passatina di zucca al peperoncino
- Grattachecca di bollicine con tartufo di mare e la sua schiuma al sentore di limone
- Simbiosi … il cannello e l’asparago in panino ai cereali con provola e lattughino

Vini Spumante in abbinamento:

Tenuta Cavalier Pepe Luogosano (AV)
Oro Spumante – Metodo Martinotti da uve autoctone a bacca bianca
Oro Rosè – Metodo Martinotti da uve autoctone a bacca rossa

Chef Stella Michelin Paolo Gramaglia

“La Satura”

Zuppetta fredda di farro, orzo, bacche di goji, mirtilli rossi, passion fruit e gamberi rossi del Cilento

Vino in abbinamento:

Castello di Buttrio - Buttrio (UD)
Sauvignon Doc Friuli Colli Orientali annata 2016

Chef Stella Michelin Giovanni De Vivo

“Uovo a 62°, il Provolone del Monaco e il Mare”

Uovo cotto a 62° su fonduta di Provolone del Monaco con calamaro, alici di Cetara e caviale di tartufo nero

Vino in abbinamento:

Cantine Cennerazzo  Torrioni (AV)
Greco di Tufo DOCG annata 2015

Chef Stella Michelin Peppe Aversa

“Linguina con scorfano marinato a limone, salsa di bottarga e pomodoro secco”

Vino in abbinamento:

Cantine Fontanarosa Frasso Telesino (BN)
Rosato Sannio Aglianico DOC annata 2015

Chef AntonioTecchia

“La lampuga … consistenze e sapori”

- Il tortino di broccoli e patate, sfoglie di pesce e schiuma di caciocavallo
- Il crudo, salsa di sedano, chips croccanti di riso e cozze
- L’arancino, su zabaione di cuori di mare

Vino in abbinamento:

Castel Sallegg Caldaro (BZ)
Pinot Nero Doc Alto Adige annata 2016

Chef Fabio Ometo

Babà”

Cuore di bufala al profumo di limone

Degustazione cioccolato Baltom Blend 75% e Single Origin Carenero 80%

Liquore: Amarè - Distilleria Petrone Mondragone  (CE)

Amaro di erbe, piante e agrumi provenienti dall’orto botanico della Reggia di Caserta

Mastro Panificatore Filippo Cascone Lettere (NA)

Tris di panini: mirtillo, saccottino, segale e limone

Mastro Panificatore Domenico Fioretti Carinaro (CE)

Grissini artigianali:sesamo, finocchietto, curcuma

Crackers artigianali

Partner:

AIS - Delegazione Comuni Vesuviani

Istituto IISSS “Eugenio Pantaleo” di Torre del Greco (NA)

Allievi delle classi III A – III B – III C IPSEOA (indirizzo enogastronomico e ospitalità alberghiera, in supporto delle attività di cucina, sala e ricevimento).

Pastificio Arte & Pasta di Boscoreale (NA)

Consorzio di tutela provolone del Monaco Dop

Frantoio Muraglia (BT) – Olio extravergine di oliva – Coratina

Eurofish Napoli Srl – Prodotti ittici di pesca in mare, laghi, fiumi

Lineablu CSM – Centro Spedizioni Molluschi (NA)

Az. Agricola Sammartino Giulio Selezione erbe aromatiche (NA)

Baltom – Cioccolato artigianale (MI)

TICKET DI PARTECIPAZIONE: euro 70 (vini inclusi)

Prezzo per la sola giornata promozionale
Ingresso su prenotazione

PER INFO E PRENOTAZIONI:

Villa Trabucco Relais
Via Giacomo Leopardi 3
Torre del Greco NA
Cell. 335 627 36 67
Cell. 320 861 98 20

“Salotto Fame”: c’è più gusto a stare insieme!

Salotto Fame

 Felice Ragosta dopo le esperienze con Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo apre un locale nel napoletano

Oggi, mercoledì 30 agosto a San Vitaliano (in via Nazionale delle Puglie, 1) – in provincia di Napoli -  si svolgerà l’inaugurazione di “Salotto Fame”: una hamburgeria – braceria che propone prodotti di qualità ottenuti con ingredienti naturali e abbinati a birre e vini italiani.

Gli ideatori di questo salotto gastronomico sono due giovanissimi: Felice Ragosta, maître di successo che ha lavorato in numerosi ristoranti francesi ed è stato gomito a gomito con Carlo Cracco e Antonino Cannavacciuolo, e la sua compagna Lucia.

Come nel salotto di casa, considerato la stanza più importante dell’appartamento, dove si ricevono gli ospiti e ci si sofferma a parlare, Felice e Lucia hanno inteso strutturare il loro locale in maniera tale da accogliere gli ospiti in un ambiente fresco, accogliente e moderno, riempendoli di attenzioni, come se fossero a casa di parenti o amici… “Un salotto gastronomico dove intrattenersi, mangiando buon cibo, confrontandosi con le persone che lavorano in sala e in cucina, ricevendo informazioni sulle preparazioni e capendo come abbinare i diversi panini ai vini e alle birre in menù”, spiegano i proprietari. Un concetto di ristorazione già noto agli habituè della vecchia sede del Fame, ubicata a Marigliano, che in soli tre anni si è accreditata come punto di riferimento degli “hamburger addicted” e, più in generale, dei buongustai.

Ormai l’american style ha sedotto gli italiani. Ma l’Italia ha reso giustizia al famoso panino, simbolo del fast food, contaminandolo con materie prime di qualità e la sua tradizione culinaria incredibilmente ricca e variegata. L’hamburger è diventato un piatto di tendenza, da abbinare al vino giusto in bistrot ricercati, capace di generare una propria letteratura e dibattiti tra buongustai e chef. Tutte le componenti dei panini proposti nel “menews” del Fame (il menù è impostato come un giornale) sono all’insegna della massima qualità possibile e prodotti in totale autonomia con materie prime da ristorante stellato. Pane preparato giornalmente (bun americano con semi di sesamo e papavero), così come le salse fatte in casa e tutti i topping. Il “patty”, in assoluto il protagonista, viene valorizzato da ingredienti di contorno di qualità inseriti nel panino con un senso logico e non “tanto per far scena”. Infine salse concentrate ed eseguite con rispetto, vere e proprie componenti nell’insieme, non i soliti “veicoli grassi” e poco più. Non mancano ovviamente gli special burger: come il “LovEster” (dedicato alla figlia dei proprietari)  – fatto con hamburger di Fassona piemontese da 200 gr, mezzo astice americano fresco, julienne di insalata icebearg, bacon croccante affumicato, smokey baconaise sause -, oppure il “Vesuvio” ottenuto con hamburger, composta di melenzane a funghetto con pacchetelle di pomodoro del piennolo dop, fior di latte di Agerola e guanciale di maialino nero. Altro “must eat” lo “Cherry” con hamburger, confettura di ciliegie, caciotta stracchinata, guanciale di maialino nero dei Nebrodi e rucola di campo… Un panino super-chic! Insomma, è impossibile non trovare il panino del proprio cuore.
Altro “pezzo forte” del menews è la cheese cake, tipico dolce americano  rivisitato in chiave campana: viene fatto con la “lattica”, un formaggio innovativo prodotto da Francesco Savoia presso l’omonimo caseificio di Roccabascerana, ottenuto dal latte di vacca pezzata rossa; inoltre nel biscotto c’è un ingrediente  segreto, sempre legato ai sapori campani; tanti i topping con cui guarnirla ( frutti di bosco, caramello al burro salato, crema alla nocciola, crema  al pistacchio, crema al torroncino, etc.).

Insomma, sarà pure un locale dove trascorrere una serata, ma per qualche ora il Salotto Fame farà sentire chi vi si accomoda davvero a casa!

Hashtag ufficiale: #SalottoFame

SALOTTO FAME
Via Nazionale delle Puglie, 1
San Vitaliano (Napoli)
Tel. 3331765836
Pagina Facebook: Salotto Fame Hamburgeria Braceria

 

Boom della mozzarella di bufala campana “halal” per i musulmani

halal mozzarella di bufala campana dop

Il mercato di fede islamica rappresenta il 24% della produzione

Mozzarella Dop, cresce il mercato dei consumatori di religione musulmana. È boom della mozzarella di bufala campana certificata “halal”, sostantivo arabo che significa “lecito”, ovvero che il prodotto può essere consumato dai musulmani osservanti ed è realizzato nel rispetto delle leggi islamiche, conforme ai dettami del Corano e della Sharia.

Nel 2016 sono stati prodotti 10.660.231 chilogrammi di mozzarella di bufala campana “halal”, pari al 24 per cento del totale. Vuol dire che 1 mozzarella Dop su 4 è destinata a consumatori musulmani. Cresce anche il numero di caseifici certificati, che oggi rappresentano il 20 per cento degli iscritti al Consorzio di Tutela in tutta l’area di produzione della Dop (Campania, basso Lazio, Capitanata in Puglia e Venafro in Molise).

Il successo è frutto da un lato della conquista di nuovi mercati in Paesi asiatici di fede islamica, come gli Emirati Arabi, e dall’altro di un gradimento crescente verso la mozzarella Dop da parte dei consumatori musulmani in tutta Europa, a cui viene offerto un prodotto ad hoc.

Le differenze della mozzarella di bufala “halal” non sono da ricercare nel prodotto ma nel percorso lavorativo, che prevede vincoli dettati dalla religione islamica, come ad esempio l’utilizzo di prodotti senza alcol per la pulizia degli impianti e l’impiego di caglio di origine animale certificato “halal”. Ma la svolta fondamentale è la verifica, da parte di autorevoli rappresentanti della comunità islamica, della correttezza dei procedimenti e dell’assenza di sostanze che, pure inavvertitamente, potrebbero rendere il prodotto non lecito per l’Islam.

“Il trend in crescita della mozzarella di bufala halal conferma l’apprezzamento globale del nostro prodotto da parte di ogni tipo di consumatore”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo. “Secondo il report di Euromonitor, i consumatori di prodotti a marchio halal – sottolinea – costituiscono un mercato di circa 2 miliardi di persone ed entro il 2030 peseranno per il 26 per cento dei consumi mondiali. Per alcuni Paesi islamici quello halal è un requisito doganale imprescindibile per l’entrata e la commercializzazione di alcuni generi alimentari. Il comparto della mozzarella Dop ha raccolto questa sfida e la sta giocando da protagonista”.